Dan Kosmayer – Dichiarazione dell'artista sulla vera fotografia artistica

Ho passato più di trentacinque anni vagando per luoghi reali: città, foreste, coste, strutture abbandonate e angoli tranquilli che la maggior parte delle persone attraversa senza mai vedere veramente. Il mio lavoro nasce dall'essere fuori nel mondo, muovendomi lentamente attraverso di esso, lasciando che i momenti si svolgano nel loro tempo. Non so mai esattamente cosa troverò; questa è la parte che mi spinge a inseguire la prossima strada, il prossimo paese, il prossimo frammento di luce.
Nel corso degli anni la fotografia è diventata sempre meno una tecnica e sempre più un modo di vivere. Non ho fretta con le immagini. Sto con loro, li aspetto e ascolto l'atmosfera che li circonda. Alcune delle mie fotografie preferite sono scaturite da lunghe e fredde ore trascorse sul campo: la nebbia che si muove tra i cipressi in Texas, l'alba che sorge su un porto vuoto in Islanda, il modo in cui una vecchia facciata ad Amsterdam proietta il suo riflesso sull'acqua ferma o un sito industriale dimenticato che racchiude decenni di storie nella sua ruggine e polvere. Ogni luogo lascia il segno e quel segno diventa parte del quadro.
Ho viaggiato attraverso più di quarantacinque paesi con la macchina fotografica in mano, ma non mi ha mai interessato inseguire scene da cartolina. Ciò che mi riporta là fuori, di volta in volta, è la tranquilla onestà di un luogo: il peso di una foresta, la geometria di una torre, l'immobilità prima che una strada affollata si svegli. Questi sono i momenti che vale la pena preservare. Questi sono i posti che sembrano reali.
In un mondo ora inondato di immagini sintetiche – dove le scene possono essere fabbricate in pochi secondi e interi paesaggi possono essere evocati dal nulla – mi ritrovo ad aggrapparmi ancora di più al valore dell’esperienza reale e vissuta. Ogni fotografia che creo viene catturata sul posto, nelle condizioni in cui mi trovavo, con la luce che mi è stata data. Niente sostituisce l'esserci. Non puoi inventare l'aria fredda che si diffonde di notte da una strada norvegese, o il silenzio di un corridoio abbandonato, o il tremore delle foglie nella brezza di Haliburton. Quei momenti devono essere trovati, vissuti e guadagnati.
Ecco perché firmo ogni stampa a mano. Non è una formalità; è una promessa. Un modo per dire: Ero lì. Questo è reale. Ogni pezzo viene fornito con un certificato di autenticità perché voglio che tu sappia esattamente cosa stai portando a casa tua: una fotografia autentica tratta da un momento reale nel mondo, non un'imitazione artificiale di una.
Il mio stile è cresciuto in modo naturale dopo tutti questi anni di esplorazione. Sono attratto dalla struttura e dalla semplicità, dal modo in cui linee e ombre si intrecciano, dall'atmosfera che si instaura in uno spazio quando tutto si allinea. Il bianco e nero mi è sempre sembrato una lingua madre – la sua onestà, la chiarezza, la struttura sotto la superficie – ma anche nel colore, gravito verso la moderazione. Voglio che le mie immagini respirino, mantengano una tensione silenziosa, diano allo spettatore un momento di quiete in un mondo frenetico.
Se c’è un filo conduttore che attraversa il mio lavoro, è la convinzione che l’autenticità sia importante, non solo nella fotografia, ma nel modo in cui vediamo il mondo. Luoghi reali. Storie vere. Momenti veri. Questo è il fondamento di tutto ciò che creo.
E finché ci saranno strade da seguire, continuerò a esplorare. C’è sempre un altro posto che aspetta di essere scoperto, un altro momento tranquillo a cui vale la pena aggrapparsi, un’altra fotografia là fuori nel mondo che mi cerca.
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Grazie per aver dedicato un momento al mio lavoro.